Non capiti sempre con i ragazzi sbagliati
Relazioni

Non capiti sempre con i ragazzi sbagliati

Dott. Gabriele Deitinger
3 dicembre 2025
6 min

Scopri perché tendiamo a scegliere sempre lo stesso tipo di partner e come spezzare questo schema relazionale con l'aiuto della psicoterapia.

"Ma perché capitano tutti a me?". All'ennesima relazione andata male, il senso di frustrazione e insoddisfazione lasciano spazio a un pensiero comune: "Capito sempre con le persone sbagliate". Viene quasi da pensare che, in qualche modo, ce le andiamo a cercare, o che — per come siamo fatti — siamo noi ad attrarre sempre un certo tipo di persona. "Forse allora è colpa mia?". Non è colpa tua. Ma andiamo a vedere perchè succede.

La scelta del partner spesso non è casuale: il nostro inconscio ci porta a scegliere persone che, in qualche modo, rispecchiano la nostra storia affettiva passata. Da più piccoli, infatti, costruiamo convinzioni profonde su come funziona l'amore e su cosa possiamo aspettarci dagli altri. Non lo facciamo consapevolmente: impariamo osservando, vivendo, adattandoci alle nostre prime relazioni significative — quelle con chi si è preso cura di noi. Se, ad esempio, abbiamo sperimentato trascuratezza emotiva, o ci siamo sentiti amati solo quando eravamo "bravi" o "utili", dentro di noi può nascere la convinzione di non meritare amore incondizionato. Lo stesso accade se da bambini le nostre emozioni venivano minimizzate o ignorate ("Non è niente!", "Non piangere per così poco!"), oppure se abbiamo vissuto relazioni troppo dipendenti o invadenti, dove non c'era spazio per essere noi stessi. In questi casi, possiamo iniziare a credere che i nostri bisogni non siano importanti per le persone, o che per essere accettati dobbiamo sempre adattarci, compiacere, mettere da parte noi stessi. Queste convinzioni diventano come lenti attraverso cui guardiamo le relazioni future, influenzando — senza che ce ne accorgiamo — ciò che ci attrae e ciò che ci allontana.

Crescendo, allora, possiamo imboccare due strade:

  1. Scegliere partner che disconfermino quelle vecchie convinzioni apprese, persone che ci fanno sentire visti, ascoltati, rispettati… In generale: al sicuro.
  2. Al contrario, scegliere partner che confermano quelle vecchie convinzioni, perché inconsciamente speriamo di "riscrivere" la storia: di ottenere, proprio da chi ci ricorda quelle figure del passato, ciò che allora non abbiamo ricevuto.

Nel secondo caso, quindi, non scegliamo partner sbagliati perchè ci piace farci del male: lo facciamo perché, a livello profondo, ricevere amore da chi potrebbe ferirci, come un tempo, sarebbe la prova definitiva che oggi possiamo essere amati davvero. Riuscire a "farsi amare" da chi, in passato, ci avrebbe fatto sentire inadeguati o invisibili, è spesso il modo migliore con cui la mente inconscia cerca di elaborare e superare le esperienze dolorose che ci hanno segnato.

Il problema è che — nella realtà — le persone che hanno certe caratteristiche tendono a ripetere gli stessi schemi, e non cambiano da un giorno all'altro. Detta in francese: "Gli str*nzi fanno gli str*nzi"! E così il copione si ripete: riviviamo le stesse esperienze negative e finiamo per confermare ancora una volta quelle vecchie convinzioni su noi stessi e sugli altri.

Quindi no, non te la vai a cercare. Le persone che incontriamo possono attrarci per varie caratteristiche, e non sappiamo poi come si riveleranno. È quando emergono gli aspetti che ci ricordano il nostro passato che facciamo, inconsciamente, una scelta. Scegliamo di rimanerci insieme, prendendoci quanto di positivo, o al contrario di negativo, la persona può darci, oppure scegliamo di allontanarci.

Un percorso psicologico, anche breve, può essere d'aiuto per spezzare questo tipo di circoli viziosi nelle relazioni. Esso consente alla persona di prendere coscienza delle proprie convinzioni e aspettative relazionali apprese in passato, quindi di riconoscere i propri specifici bisogni in una relazione, e di ricercare il loro appagamento attraverso rapporti più sani, e scelti con consapevolezza!

Dott. Gabriele Deitinger

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